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# Certificato EPD: cos'è, come si ottiene e quando conviene davvero
- URL: https://www.alessandrobordignon.com/it/blog/certificato-epd-cose-come-si-ottiene-quando-conviene/
- Published: 2026-06-27T09:58:56.000Z
- Updated: 2026-06-27T16:40:41.000Z
- Author: Alessandro Bordignon
- Tags: Sostenibilità, LCA - Life Cycle Assessment, #lang-it

Un **certificato EPD** — o dichiarazione ambientale di prodotto — è la carta d'identità ambientale di un prodotto. Raccoglie in un unico documento verificato l'impronta ambientale completa lungo tutto il ciclo di vita: dalle materie prime, alla produzione, alla distribuzione, fino a fine vita. Ha valore legale in Europa e può essere confrontato con quello di prodotti equivalenti di altri produttori.

In sintesi: è come una scheda tecnica ambientale, ma con numeri verificati da un ente terzo accreditato.

La domanda che sento più spesso, però, non è "cos'è". È: **"e adesso a cosa mi serve?"**

In questo articolo 

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## EPD non è solo per i bandi di gara

Il malinteso più comune che incontro — sia come consulente che come auditor EPD — è questo: l'EPD serve solo per partecipare agli appalti pubblici.

È vero che nei bandi pubblici, soprattutto in edilizia, avere un'EPD può fare la differenza tra aggiudicarsi o perdere un contratto. Ma ridurla a questo è come dire che l'etichetta energetica su un elettrodomestico serve solo per ottenere il bonus fiscale.

Un certificato EPD è uno **strumento di marketing strategico con base scientifica**. Ti permette di:

\- **Dichiarare l'impatto ambientale** del prodotto in modo trasparente e comparabile

\- **Proteggerti legalmente** da contestazioni di greenwashing (tema sempre più urgente: la Direttiva europea *Empowering Consumers for the Green Transition* — recepita in Italia con decreto pubblicato a marzo 2026 — sarà operativa dall'autunno 2026) 

- Costruire un **modello di calcolo verificato** da usare internamente per l'eco-design
- **Rispondere alle richieste** di dati ambientali **che arrivano dai clienti** B2B nell'ambito della CSRD

Il protagonista di un'EPD è il **prodotto**, non l'azienda. Questa è la differenza fondamentale rispetto a una certificazione come ISO 14001, che certifica il sistema di gestione ambientale dell'organizzazione. L'EPD misura l'impatto di quel specifico prodotto — o di quella famiglia di prodotti — con dati quantificati e verificati.

Come dico spesso ai clienti: quando misuri, puoi gestire. L'EPD ti fa una foto dello stato attuale. Da lì puoi lavorare su due fronti: l'eco-design (il dietro le quinte, il modello di calcolo) e la comunicazione (lo spettacolo, il documento che usi con clienti e stakeholder).

### Dal prodotto all'organizzazione: il legame che pochi spiegano

C'è una domanda che a questo punto possiamo farci: *"Se faccio l'EPD di tutti i miei prodotti, ho anche la carbon footprint aziendale?"* La risposta breve è: quasi. La risposta lunga è più interessante.

La sostenibilità si misura su due livelli distinti. Il primo è il **prodotto**: l'LCA e l'EPD come documento di comunicazione, misurano l'impatto ambientale di un prodotto specifico lungo tutto il suo ciclo di vita. Il secondo è l'**organizzazione**: la GHG inventory aziendale — secondo ISO 14064 o GHG Protocol — misura le emissioni totali dell'azienda come entità.

Il collegamento è reale: la somma degli LCA di tutti i prodotti di un'azienda tende a convergere verso il profilo ambientale dell'organizzazione stessa. Non è un'equivalenza matematica perfetta — ci sono emissioni organizzative che non appartengono a nessun prodotto specifico (e vengono allocate) — ma è una logica solida. Chi costruisce un patrimonio di LCA di prodotto si trova con un vantaggio enorme quando deve affrontare la rendicontazione organizzativa: i dati ci sono già, verificati, strutturati. Poi se a questo ci aggiungiamo un sistema di gestione delle certificazioni EPD o meglio ancora del LCA, si crea un vero e proprio motore che diventa una asset organizzativo. Ma questa è un'altra storia. 

In altre parole: l'EPD non è solo una dichiarazione ambientale. È un mattone. E con abbastanza mattoni, costruisci l'intera casa.

![Schema del rapporto tra sostenibilità di prodotto con LCA ed EPD e sostenibilità dell'organizzazione](https://storage.ghost.io/c/a8/01/a801d885-e969-4b5d-967d-e191bfd3aa48/content/images/2026/06/Post-blog---Human-Scale-vs.-Organizational-Scale-1.jpg "LCA di prodotto e GHG inventory aziendale: due livelli distinti di misurazione")

La sostenibilità si misura su due livelli: il prodotto (LCA/EPD) e l'organizzazione (GHG inventory). Non sono la stessa cosa, ma si alimentano a vicenda.

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## Come si ottiene un certificato EPD

Il processo formale è descritto nelle norme ISO 14025 e, per i prodotti da costruzione, EN 15804\. Ogni categoria di prodotto ha le proprie **PCR — Product Category Rules**: regole specifiche che stabiliscono come condurre lo [studio LCA](https://www.alessandrobordignon.com/it/blog/che-cose-il-life-cycle-assessment-lca/) e cosa deve contenere l'EPD. Sono moderator di due PCR internazionali — una sugli yacht e imbarcazioni da lavoro e una sui materiali compositi — e questo mi permette di conoscere il processo da tutti i lati. Ma quello che succede davvero nella pratica è diverso da come lo descrivono le schede tecniche.

**Il punto di partenza non è la raccolta dati. È la strategia.**

Prima di toccare un dato, lavoro con il cliente per definire cosa vogliamo ottenere da questo documento: quali prodotti certificare, quale mercato stiamo servendo, che informazioni vogliamo valorizzare. È come quando un regista scrive il copione prima di girare: le decisioni prese qui determinano tutto quello che viene dopo.

Solo dopo questa fase strategica si passa a:

1. **Strategia** \- Definiamo gli obiettivi e il mercato targhet per te
2. **Analisi dei dati disponibili in azienda** — cosa c'è già, cosa manca, come valorizziamo il patrimonio di dati aziendale. (E no: non vi chiedo di compilare subito un foglio di raccolta dati. In questa fase non serve a niente — se non a farvi odiare l'LCA e convincervi che sia impossibile.)
3. **Definizione degli obiettivi LCA e delle ipotesi di eco-design** — le ipotesi che vogliamo validare con lo studio
4. **Raccolta dati e costruzione del modello LCA** — con il coinvolgimento diretto dei tecnici aziendali. Preferisci essere coinvolto e parte attiva del processo oppure vuoi chiamarti fuori? se ti vuoi chiamare fuori, chiudi questa scheda e cerca sul google: consulenza per EPD e troverai altri colleghe che saranno pronti ad aiutarti.
5. **Calcoli e valorizzazione dei risultati** — Esecuzione dei calcoli LCA a step, andando ad affinare la raccolta dati. Redazione del report LCA e valorizzazione dei risultati tramite l'interpretazione dello studio.
6. **Verifica e pubblica** — la bozza EPD, poi la verifica da parte di un auditor terzo accreditato, poi la pubblicazione sul registro del Program Operator ([EPDItaly](https://www.epditaly.it/?ref=alessandrobordignon.com), [International EPD System](https://www.environdec.com/home?ref=alessandrobordignon.com), ecc.)

![Infografica dei 6 passaggi per ottenere un certificato EPD: dalla strategia alla pubblicazione sul program operator](https://storage.ghost.io/c/a8/01/a801d885-e969-4b5d-967d-e191bfd3aa48/content/images/2026/06/Infografica---processo-in-6-passi-1.jpg "I 6 passi per ottenere un certificato EPD")

Il processo EPD parte dalla strategia, non dalla raccolta dati. Solo dopo aver definito obiettivi e mercato si passa all'LCA, alla verifica e alla pubblicazione.

### Domande frequenti

Quanto tempo richiede ottenere un certificato EPD? 

Da 1 a 3 mesi dalla prima call alla pubblicazione, in media. La variabile principale non è la complessità tecnica — quella di solito è la parte più semplice. È la disponibilità dei dati aziendali e la chiarezza sul contenuto strategico che si vuole ottenere.

Quanto costa un certificato EPD? 

Nessuno lo dice chiaramente online, quindi lo dico io: dipende dalla complessità del prodotto, dal numero di referenze da coprire e dalla qualità dei dati già disponibili. Un'EPD su un prodotto semplice con dati strutturati è un progetto di qualche settimana di lavoro. Un'EPD su una famiglia di prodotti compositi con supply chain frammentata è un progetto più lungo. Posso darti una stima precisa dopo una prima call.

Qual è il dato più difficile da raccogliere per un'EPD? 

Senza nessun dubbio: i dati dai fornitori. Quasi nessun fornitore ha a disposizione dati ambientali strutturati. La soluzione è una customizzazione a più livelli: si usano le banche dati di riferimento (come ecoinvent) e si customizzano i dataset in base alla rilevanza del dato nello studio.

Per i dati di energia e gas interni all'azienda, se il dato è rilevante lavoriamo con modelli statistici basati su campagne di misura. Per i dati minori — manutenzione impianti, flussi marginali — valutiamo di escluderli o semplificarli con assunzioni documentate.

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## Quello che vedo dall'altro lato: la prospettiva dell'auditor

Faccio sia il consulente che l'auditor EPD. Questo mi mette in una posizione privilegiata: so cosa cerco quando verifico un documento, e so quali errori fanno perdere tempo e credibilità.

I due errori più gravi che trovo durante le verifiche di una dichiarazione ambientale di prodotto:

**1\. Il consulente non ha mai visto il prodotto né lo stabilimento.** Un modello LCA costruito solo su carta, senza aver capito il processo produttivo reale, porta quasi sempre a ipotesi sbagliate. I tecnici aziendali — chi produce, chi progetta, chi gestisce gli acquisti — sono la fonte di dati più preziosa che esiste. Non coinvolgerli è un errore metodologico, non solo pratico.

**2\. Materie prime modellate con dati generici quando il prodotto lo richiede specifici.** Tre aspetti che vengono spesso sottovalutati e che creano problemi seri in audit — e soprattutto nella strategia:

- La **customizzazione delle materie prime** nelle banche dati: un dataset generico "fibra di vetro" non è lo stesso di quello del tuo specifico fornitore con il tuo specifico mix
- Il **contenuto di riciclato** e come viene contabilizzato: le regole variano tra schemi EPD e tra PCR, e anche la ISO 14021 — che regolamenta le dichiarazioni ambientali auto-dichiarate — pone requisiti precisi. Sbagliare qui significa sbagliare la comunicazione
- Il **bilancio della CO₂ biogenica**: per materiali con componenti naturali o bio-based, una gestione superficiale porta a investimenti su materiali e processi che poi non trovano riscontro nei numeri reali

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## Quando un EPD conviene davvero (e quando no)

Tre situazioni in cui il ritorno è evidente:

**1\. Partecipazione a bandi pubblici** — non solo in edilizia. I Criteri Ambientali Minimi (CAM) richiedono già dati ambientali verificati per i prodotti da costruzione, e la tendenza si sta estendendo ad altri settori. Avere un'EPD può essere la differenza tra aggiudicarsi il contratto o essere esclusi.

**2\. Prodotti innovativi che vuoi valorizzare** — se hai investito in materiali, processi o design a basso impatto, l'EPD è lo strumento che trasforma quello sforzo in un asset comunicabile e difendibile.

**3\. Percorso di eco-design** — l'EPD fotografa lo stato attuale del prodotto. Se stai lavorando per migliorarlo nel tempo, avere una baseline verificata ti permette di misurare il progresso in modo credibile.

**Quando non conviene:** Se hai un prodotto commodity che vende già bene senza leva ambientale, e non hai intenzione di avviare un percorso strutturato in questa direzione — è un investimento prematuro. L'EPD ha senso quando c'è una strategia dietro, non come documento da appendere al muro.

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## Il contesto normativo che cambia tutto nel 2026

Tre sviluppi normativi che rendono l'EPD più rilevante di quanto fosse un anno fa:

- **Direttiva *Empowering Consumers for the Green Transition* (EU 2024/825)**: recepita in Italia con decreto pubblicato a marzo 2026, sarà pienamente operativa dal 27 settembre 2026\. Le affermazioni ambientali vaghe o non verificate saranno contestabili legalmente. Una dichiarazione ambientale di prodotto verificata da terza parte è uno dei pochi strumenti che ti mette al riparo.
- **Nuovo CPR (EU) 2024/3110**: dall'8 gennaio 2026 i prodotti da costruzione devono dichiarare il loro impatto sul cambiamento climatico (GWP). Le EPD sono il veicolo naturale per farlo.
- **CSRD/ESRS**: le aziende soggette a rendicontazione di sostenibilità hanno bisogno di dati LCA strutturati per i loro report. Le EPD dei fornitori diventano un asset nella catena del valore.

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## Il passo successivo

Se hai un prodotto o un progetto che vuoi valorizzare sul mercato e stai valutando se un'EPD fa al caso tuo, la cosa più utile è una conversazione diretta. Non un preventivo generico — una sessione strategica per capire se ha senso, per cosa, e come strutturarla al meglio.

Se operi nel settore dei materiali compositi o nel nautico e navale, passa direttamente da [SEA INNOVHUB](https://www.seainnovhub.com/consulenza-sostenibilita/?ref=alessandrobordignon.com): è lì che lavoro su questi mercati specifici.

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*Alessandro Bordignon è consulente LCA e auditor EPD certificato. Ha seguito oltre 50 studi LCA su packaging, materiali compositi e settore marittimo, ed è PCR moderator su due standard internazionali.*